Dal diario di un soldato

Era il 194…

Croce“…quando finirà questa sporca guerra?… Le giornate sono insopportabili, il sole incessante. In bocca il gusto un pò amaro della sabbia, che penetra da ogni dove, e ti si attacca sulla pelle e ti obbliga a pulire in continuazione armi e motori. Come finirà questa guerra che ha ucciso tutti i miei ideali e le mie speranze? Sento ancora il brivido che mi ha percorso la schiena la prima volta che ho ucciso. E per che cosa ho ucciso? Per la giustizia, per la patria? Quale patria rimarrà, quale giustizia, alla fine di questo inferno?
Ma oggi è accaduto qualcosa di nuovo. Abbiamo attaccato una compagnia di italiani. Dopo la battaglia il campo vuoto ed i lamenti dei morenti. Fra questi c’era un tenente italiano, alto, bruno. Subito in lui mi ha colpito qualcosa, ho provato la sensazione di trovarmi di fronte a qualcosa di familiare e di conosciuto… poi ho capito: l’italiano portava una cintura con un giglio, il giglio degli scout, proprio come il mio. Mi sono chinato sopra di lui… respirava ancora… gli ho sorriso. Anche lui mi ha guardato, si è accorto che portavo lo stesso simbolo alla cintura… ha fatto il gesto di alzarsi, ma non c’è riuscito, gli sono mancate le forze… allora, con fatica, si è sfilato la cintura, me l’ha consegnata dicendomi qualcosa che non ho compreso, ma forse ho intuito, e mi ha stretto la mano sinistra… In quel momento è stato come se intorno non ci fosse più nessuno, solo due fratelli scout che si ritrovano… e la sua stretta di mano diceva tante cose: tanti ricordi comuni, il calore di un incontro non sperato, di un ritrovarsi… poi ha girato la testa, la sua mano ha perso la forza ed è morto così, lasciandomi quella cintura… per un pò sono rimasto a guardarlo, poi ho cambiato la mia cintura con la sua, la mia è stata sepolta con lui… Nel mio animo si mescolavano la gioia di aver trovato un amico, l’amarezza di averlo subito perso, lo stupore di aver ritrovato le speranze dimenticate della mia giovinezza. Da oggi posso sperare per la pace e per un migliore futuro…”

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