La storia dello Scoutismo

Baden Powell

Robert Stephenson Smyth Baden Powell, Lord of Gilwell, chiamato da tutti gli scout più semplicemente B.P., nacque al numero 6 di Stanhope Street, Paddington, nei dintorni di Londra, il 22 febbraio 1857, sesto figlio maschio dei dieci figli del reverendo Baden Powell, professore all’università di Oxford. Il nome Robert Stephenson era quello di suo nonno, il figlio di George Stephenson, un pioniere delle ferrovie. Suo padre morì quando B.P. aveva solo tre anni e in famiglia erano in nove. Frequentò la Rose Hill School, a Tunbridge Wells, dove riuscì a superare gli esami per essere ammesso alla Charterhouse School. Imparò a suonare il piano e il violino. Egli era molto appassionato nella costruzione di strutture fatte con la muratura e con il legno. Nelle sue vacanze amava dedicarsi all’avventura con i suoi fratelli, una volta fece una spedizione per navigare lungo le coste inglesi meridionali, un’altra risalì il Tamigi con la canoa fino alle sorgenti. Con tutto questo, B.P. imparò l’arte della navigazione e dimostrò la sua professionalità. A scuola non era certo un secchione, ma era eccezionale in matematica. In un concorso per l’esercito arrivò al secondo posto per la cavalleria Ussara ed in seguito diventò Colonnello Onorario. Per capire meglio la sua carriera nell’esercito bisogna partire dall’inizio. Con il tredicesimo battaglione ussaro servì la sua patria in India e Afghanistan e Sud Africa, e fu menzionato in parecchie missioni per il suo lavoro nella terrà degli Zulù. E proprio quando era in India ebbe un’idea per non far annoiare e tenere in ottima salute i suoi uomini che vivevano là in un ambiente malsano: farli diventare esperti nella tecnica dello “scouting”. Nel linguaggio dell’esercito inglese questo voleva dire “arte della ricognizione”, una cosa in cui Baden Powell era molto abile. In questo modo B.P. organizzò fra i suoi uomini gruppi di scouts, insegnando loro a seguire le tracce, a osservare e capire gli indizi lasciati sul terreno, affrontare la dura vita nelle foreste e le zone sperdute. Seguirono tre anni di servizio a Malta come Assistente Segretario dell’esercito e dopo andò ad Ashanti, in Africa, per guidare la campagna contro Prempeh. Nel 1897, all’età di 40 anni fu promosso comandante del quinto Dragoni. Qui, egli fece il suo primo corso di scouting e fece guadagnare a molti soldati una certa esperienza basata sull’orientamento. Qualche anno più tardi Baden Powell ebbe anche un riconoscimento dallo stato maggiore per questa attività che era un simbolo: il giglio, che sulle antiche bussole del tempo indicava il nord, ovvero la retta via. Nel 1899, essendo in Sud Africa durante la guerra fra l’Inghilterra e i Boeri, si trovò assediato a Mafeking; lì, grazie a una serie di astuzie e trucchi ingegnosi, riuscì a tenere testa agli avversari per sette mesi fino all’arrivo dei rinforzi. Questo è l’episodio più noto nella sua carriera militare e grazie al quale diventò General-Maggiore all’età di 43 anni. B.P. diventò famoso e l’eroe di ogni ragazzo, anche se egli minimizzava sempre la propria leadership in quell’evento, Ma mafeking, oltre che come dimostrazione dell’astuzia di Baden Powell, fu un’esperienza importante per un altro motivo. Infatti, essendoci carenza di uomini nella città assediata, egli pensò di utilizzare dei ragazzi per compiti ausiliari come staffette di postini, di piantoni, ovunque la loro presenza potessero rendere liberi uomini validi per il combattimento. Baden Powell rimase colpito dalla serietà con cui questi ragazzi assunsero tali compiti e dall’entusiasmo con cui si impegnavano malgrado il rischio cui andavano incontro. Tutto questo aprì la mente di B.P. a un nuovo orizzonte facendolo riflettere sulle capacità che sviluppano i ragazzi quando si sa fare appello al loro impegno, al loro spirito di sacrificio, alla loro lealtà. Durante i 217 giorni di assedio, il libro di B.P. Aids to Scouting fu pubblicato e fu molto richiesto anche da capi militari. Era il 1903, quando rientrò in Inghilterra con il grado di Ispettore Generale della Cavalleria, e vide una società di giovani piena di cattive abitudini; oziavano, perdevano tempo nei bar per bere o giocare a carte, non praticavano sport e tanto altro. Facendo tesoro delle esperienze sia con i ragazzi di Mafeking e sia con i suoi “scout militari” , pensò di suggerire ai ragazzi l’attività dello “scouting”, trasformando quella che era un’arte per scopi di guerra in uno strumento di pace e fraternità. Nel frattempo il libro Aids to Scouting aveva avuto un grande successo, era usato dai giovani Capi ed Educatori di tutti i paesi.Brownsea Egli nei vari incontri delle Brigate dei Ragazzi diceva che i corsi dovevano servire per far diventare i ragazzi dei buoni cittadini. Prima di dar vita alle sue idee, Baden Powell volle sperimentarle, e così dal 31 luglio al 9 agosto 1907 effettuò, nell’isoletta di Brownsea, Poole Dorset, con 22 ragazzi quello che fu il primo campo scout della storia. Visto il buon risultato nel 1908 egli incominciò a pubblicare, in fascicoli quindicinali, “Scouting for boys”, un manuale che ebbe successo e diffusione, la vendita del libro fu spaventosa. Quello che era nato come un corso è diventato un manuale di un nuovo e movimento mondiale.
L’idea di B.P. ha toccato qualcosa di fondamentale nella gioventù di tutti i paesi del mondo. Scouting for Boy è stato tradotto in molte lingue e dialetti. Senza clamore, senza cerimonie e completamente spontaneo, i ragazzi si sono riuniti per formare Pattuglie che vanno oltre i confini di tutti i paesi. Nel 1909 a Manchester, in un primo raduno di scout inglesi, si incontrarono 11.000 esploratori. Fanno la loro prima apparizione le ragazze nel nascente movimento. Sir Baden Powell fu pregato di passare in rassegna alcuni gruppi di ragazze in divisa che si andavano organizzando per loro conto sullo schema del suo metodo e fu richiesto di accoglierle nel movimento. Intanto si comincia a diffondere l’abitudine di abbreviare il lungo e difficile Sir Robert Baden Powell of Gilhvell con il più comodo B.P, abitudine tuttora in corso. 1910: il movimento Scout varca i confini del Regno Unito e si sviluppa nel mondo; prima in Cile, poi in Francia, in Scandinavia e negli Stati Uniti. Nel 1910, su ordine di Sua Maestà Re Eduardo VII, B.P., all’età di 53 anni, fu ritirato dal servizio militare, ritenendolo più utile per la patria che lui si adoperasse a tempo pieno nel Movimento dei Boy Scouts, in quanto ritenuto più utile dell’esercito perchè poteva formare ottimi cittadini e militari.
Così tutto il suo entusiasmo e la sua energia fu diretta allo sviluppo dello Scouting e al movimento delle Guide. Egli viaggiò per tutte le parti del mondo, dovunque era necessario incoraggiare ed ispirare il proprio movimento.
Nel 1912, egli sposò Olave Soames che fù la sua compagna ed il suo aiuto costante in tutto il lavoro. Ebbero tre bambini (Peter, Heather e Betty). Il primo Jamboree internazionale fu tenuto ad Olimpia, Londra, nel 1920. Nella sua scena di chiusura, B.P. fu unanimamente acclamato come il Primo Scout del Mondo. Per tutti gli scout che parteciparno al campo, questo non fu un titolo onorario, ma egli fu riconosciuto veramente come il principale Leader di ognuno di loro.
Il terzo Jamboree Mondiale fu tenuto ad Arrowe Park, Birkenhead, per celebrare il ventunesimo Anniversario della pubblicazione di Scouting for Boys, il Principe di Galles nominò B.P. Pari. Egli prese il titolo di Lord Baden Powell di Gilwell, essendo il Parco di Gilwell il centro di Formazione Capi Internazionale. Kandersteg 1916
B.P. scrisse più di 32 libri che lo aiutarono a pagarsi i viaggi per lo Scouting. Come tutti i suoi successori, egli non era stipendiato come Capo Scout. Egli ricevette le lauree ad Honorem dalle università di Edimburgo, Toronto, Montreal, Oxford, Liverpool e Cambridge. Egli ricevette anche le chiavi delle città di Londra, Guilford, Newcastle-on-Tyne, Bangor, Cardiff, Hawick, Kingston sul Tamigi, Poole, Brandford, Canterbury, Pontefract e tante altre città nel mondo. In più tanti riconoscimenti a livello mondiale.
Nel 1938, sofferente del suo stato di salute, B.P. ritornò in Africa, che significò tanto per la sua vita, visse semiritirato in Nyeri, Kenia. Anche qui trovò difficoltà per le sue energie. Produsse ancora molti libri ed episodi. L’otto Gennaio 1941, Baden Powell morì mentre la guerra dilagava in tutto il mondo. Egli aveva 83 anni ed è sepolto in una semplice tomba a Nyeri con il Monte Kenia che fa da sfondo.
Sulla sua tomba vi è una lapide che dice Robert Baden Powell, Primo Scout del Mondo coperto dai Badges dei Boy Scout e delle Guide. La sua memoria rimane per tutta la vita nel cuore di milioni di uomini e donne, ragazzi e ragazze. Questa lapide è posta per quelli che sono, o sono stati, Scouts o Guide dei due movimenti che egli ha così fermamente voluto in memoria del loro fondatore.
Olave, Lady Baden Powell, morì nel 1977, era conosciuta come la Capo Guida del Mondo.

Nel 1910 Anche in Italia cominciano a fiorire i primi gruppi : a Bagni di Lucca un baronetto inglese, Sir Francis Vane, istituisce la prima squadra di esploratori. A Genova un’associazione giovanile ” Le Gioiose ” fondata nel 1905 dal Prof. Mario Mazza, dopo aver conosciuto lo scoutismo, ne accetta i principi e costituisce l’associazione Ragazzi Esploratori Italiani (R.E.I.). Fu scelto come distintivo un giglio scolpito nell’arco della cappella dei Lanaioli nella chiesa di Santo Agostino a Genova. Carlo ColomboIl Dottor Carlo Colombo, docente di Terapia all’Università di Roma, che aveva istituito un corpo di Giovani Esploratori Italiani (G.E.I), si unì alla associazione R.E.I. nel 1912. Due anni dopo vengono costituite le prime sezioni femminili: U.N.G.E.I. (Unione Nazionale Giovinette Esploratrici Italiane) Bufera nella R.E.I. Il problema se l’associazione debba essere o meno confessionale non trova una soluzione comune. re Vittorio Emanuele III1915: si va verso la scissione, nascono così una associazione confessionale (Associazione Scout Cattolici Italiani – A.S.C.I) ed una pluriconfessionale (Giovani Esploratori Italiani – G.E.I). Nella prima riunione dell’ASCI, 1 febbraio 1916, viene nominato commissario il conte Mario di Carpegna e nel giugno dello stesso anno Benedetto XV° approva l’Associazione e nomina il P.Giuseppe Gianfranceschi Assistente Ecclesiastico Centrale. Intanto dalla mente vulcanica di B.P. nascono i lupetti, e nel 1918 i Rovers. Lo scautismo italiano aveva dato il suo contributo di sangue durante la I guerra mondiale, e molti dei capi e degli scout che erano partiti per il fronte, animati da entusiasmo patriottico, non erano tornati: grande era stato, rispetto agli effettivi, il numero delle decorazioni al valore. La più giovane medaglia d’oro al valore militare di tutta la guerra era uno scout del Cngei, Pertica Alberto. L’Italia era uscita vittoriosa dalla Guerra Mondiale 1915 – ‘18, ma provata e spesso divisa al suo interno: si succedevano spesso violenze e scontri di piazza tra le opposte fazioni che, con la violenza, volevano imporre le proprie ideologie. In quelle circostanze era stato assassinato con un colpo di pistola il 3 Dicembre 1919, da estremisti di sinistra, il diciannovenne capo reparto torinese Pierino Del Piano, per aver difeso e testimoniato con coraggio i valori di amor di Patria in cui credeva (e meritando per questo la medaglia d’oro alla memoria). Passata la Prima Guerra Mondiale, nel 1920 viene indetto il primo raduno mondiale “Jamboree”, che si ripeterà ogni 4 anni per fare esperienza di fraternità scout. Il conte di Carpegna partecipa come rappresentante dell’Italia alla prima Conferenza Internazionale che si tiene a Londra e di cui perciò risulta fondatore, massimo titolo dello scoutismo internazionale. Nel 1921 viene organizzato in Val Fondillo, nel parco d’Abruzzo, il primo campo Nazionale. Il 23 agosto del 1923 viene assassinato don Giovanni Minzoni, assistente del gruppo di Argenta (Ferrara): il rifiuto del sacerdote di cedere alle pressioni per la chiusura del gruppo scout, è tra le motivazioni del delitto. 1924: Muore il conte Mario di Carpegna. Ormai lo scoutismo aveva raggiunto una certa importanza nel panorama italiano, ma proprio in questo momento inizia ad attraversare un periodo infelice: nel 1926 si costituisce l’opera nazionale Balilla, con il compito di curare l’addestramento militare dei ragazzi e dei giovani di ambo i sessi. La legge ammetteva l’esistenza di altre associazioni giovanili, purché avessero le stesse finalità dell’ONB; le associazioni scout vengono ufficialmente mantenute ma sono oggetto, nella realtà, di un disegno che mira alla loro soppressione. Iniziano le violenze contro gli scouts, quelli dell’Asci in particolare: i fascisti picchiano ragazzi, assistenti e capi, e devastano numerose sedi di reparto. A Mantova vengono sciolti alcuni reparti che avevano reagito; la stampa fascista apre la polemica, viene messo sotto accusa sopratutto “l’internazionalismo” del movimento scout. Un decreto del governo risalente al 9 gennaio 1927, sancisce lo scioglimento di tutti i reparti scout presenti nei centri con meno di 20.000 abitanti, mentre obbliga ai restanti di apporre il distintivo ONB sulle proprie insegne. Le condizioni erano troppo pesanti da sopportare per quei ragazzi orgogliosi del loro “essere scout” e fermamente legati ai loro principi; inoltre era chiaro che per lo scoutismo italiano si prospettavano tempi duri. E così il 28 gennaio dello stesso anno – pochi giorni dopo dunque – l’allora pontefice Pio XI° scioglie i reparti dell’ASCI facendo leva su un verso del libro dei RE: “Se dobbiamo morire sia per mano vostra, Signore, piuttosto che per mano degli uomini”. In sostanza il Santo Padre aveva preferito che fosse stato lui a sciogliere lo scoutismo piuttosto che una legge del governo fascista. Infatti il 9 aprile 1928 il consiglio dei Ministri modifica la legge dell’Opera Nazionale Balilla decretando la soppressione dello scoutismo. E così, fra le lacrime, all’ultima udienza dell’ASCI vengono deposte simbolicamente tutte le insegne delle sezioni milanesi. Parallelamente veniva soppressa ovviamente anche l’altra associazione,scioglimento Scoutismo il GEI – in merito a ciò potete vedere un documento originale (scritto di prima mano) con cui il 7 aprile del 1927 il commissario della sezione GEI di Rovereto mette al corrente i suoi ragazzi dello scioglimento, li esorta per il futuro e li invita all’ultima adunata -. è un momento triste per lo scoutismo, ma non tutti sono decisi a fermarsi, ed è in questo modo che nasce lo scoutismo clandestino. Il GEI, che prima era Giovani Esploratori Italiani, ora diventa Gruppo Escursionisti Indomito. Alcuni gruppi dell’ASCI di Milano e dintorni si riuniscono e formano le “Aquile Randagie”, guidate da due capi famosi: Giulio Cesare Uccellini che durante la resistenza prenderà il nome di Kelly e Andrea Ghetti detto Baden. è proprio Baden che dà una definizione dello scoutismo clandestino, dicendo che aveva due scopi: mantenere l’idea di personalità, libertà, fraternità per essere pronti al momento della ricostruzione e dare la possibilità ai ragazzi di avere e formarsi una propria ideologia e visione della storia, che non sia solo quella inculcata dal regime fascista. Inoltre Baden sosteneva con fermezza l’importanza di come fossero gli stessi ragazzi a dire NO al fascismo e a prendersi tutte le responsabilità di questa decisione, con tutti i pericoli che essa comportava in un periodo di denunce e interrogatori. A Roma nascono i “Lupi”, le “Aquile”, e i “Galli”, mentre il “Lupercale” riuniva i capi del CNGEI. Questo periodo, detto della “Giungla Silente”, vedeva così la nascita di questo primo gruppo scout composto da pochi iscritti, ma tutte persone dai principi saldissimi e che credevano veramente nello spirito scout tanto da esporsi a tutti i rischi che c’erano. Infatti fare scoutismo in quel periodo comportava non poche conseguenze: per gli adulti la perdita del posto di lavoro, per i giovani l’esclusione dalla scuola, per tutti in generale processi, condanne, arresto dei genitori, la violenza delle squadre fasciste. Ma nonostante ciò le Aquile Randagie continuavano la loro attività “sotto coperta”, riunendosi di tanto in tanto e lasciandosi gli avvisi in luoghi pubblici come piazza del Duomo, scritti agli occhi di tutti senza riferimenti precisi e senza firma. Continuano a mantenere tutti gli appuntamenti della tradizione scout: il campo S.Giorgio, il Campo Estivo, la festa di Carnevale, ecc.. Aquile RandageI fascisti provarono per molto tempo ad infiltrarsi fra loro, ma si trovarono davanti delle persone che sapevano il fatto loro e che abilmente riuscivano sistematicamente a depistarli. Le Aquile Randagie, per non rimanere isolate, instaurano una fitta corrispondenza con gli scout delle altre nazioni. Nel 1933 una delegazione di 5 aquile randagie, dopo tante difficoltà, partecipa al Jamboree di Ungheria essendosi aggregata con gli scout svizzeri e per la prima volta incontrano di persona Baden Powell. Nel 1934 si forma un gruppo di aquile randagie con 5 Rover a Monza che avevano mantenuto vivo lo Scautismo clandestino presso l’Oratorio del SS. Redentore. Il 5 aprile avviene l’incontro con Scout Esteri diretti in Pellegrinaggio a Roma per l’Anno Santo. Nel 1935 Baden si laurea in filosofia e rinunciando a indossare la “camicia nera” durante la discussione della tesi – come d’obbligo – annuncia la sua decisione di entrare in seminario. Nel frattempo le Aquile Randagie continuano a tenersi in rapporto con altri scout esteri riuscendo a partecipare ad alcuni campi. Nel 1936 infatti Kelly partecipa ad un pellegrinaggio di scout stranieri a Lourdes e fa voto che non appena si fosse ricostituito lo scoutismo italiano, egli avrebbe condotto colà un pellegrinaggio dell’ASCI (come avvenne infatti nel 1954). Il 1937 è un anno importante. Le Aquile Randagie partecipano al Jamboree in Olanda e Kelly, Baden e suo fratello incontrano personalmente Baden Powell a Vogelenzang per discutere dello scoutismo italiano. BP esprime la sua solidarietà e il suo omaggio per l’attività svolta da loro, nonostante comporti un grave pericolo per dei giovani ragazzi; dà a Kelly l’investitura di Capo e l’incarico di conservare lo spirito scout in Italia e diffonderlo in forme extra-associative con particolare prudenza per evitare incidenti diplomatici che potrebbero compromettere la stabilità internazionale, vista la situazione. Il gesto di B.-P. pone le premesse per il riconoscimento ufficiale delle aquile randagie quale gruppo continuatore dell’ASCI, unico autorizzato a riconoscere e fondare nuovi Reparti dopo la ricostruzione. Nel 1938 le aquile randagie partecipano al Jamboree Nazionale Svizzero di Zurigo: “Che chiuse i nostri rapporti internazionali causa la guerra. Ormai però la nostra attività e l’esistenza degli Esploratori Cattolici italiani è nota ai seguenti Stati: Argentina, Austria, Belgio, USA California, Finlandia, Francia, Inghilterra, Olanda, Polonia, Romania, Svizzera, Ungheria”. La preghiera dello Scout adotta il “noi” “insegnaci, ecc.” per sottolineare la solidarietà, la comunione di preghiera, di rischio, di speranza degli Scout coinvolti fra di loro nella seconda guerra mondiale. “Attualmente la presente guerra ci vede radunati, ogni terza domenica del mese, attorno all’Altare a ricevere la S. Comunione per i nostri compagni sotto le armi, prigionieri o dispersi”. Le Aquile Randagie proseguono nella loro attività fino al 1939, quando scoppia la guerra. Con questa si troncarono i rapporti internazionali e si fecero meno frequenti le riunioni. Aquile RandageMolti tenevano una fitta corrispondenza con gli scout al fronte e nei campi di concentramento. Questo insospettì l’ufficio censura che nel 1940 in presenza di termini quali estote parati, aquile randagie e altri iniziò un’inchiesta. Intanto l’anno prima, il 25 marzo 1939 Baden è ordinato sacerdote nel Duomo di Milano dall’Arcivescovo Schuster e diventa Assistente spirituale delle aquile randagie; il 9 settembre avviene la prima salita in Val Codera, scoperta da un’aquila randagia, ‘paradiso perduto’ sconosciuto e con possibilità di fuga in Svizzera. Baden aveva avuto un colloquio con Monsignor Montini, l’addetto alla segreteria vaticana, circa l’opportunità di continuare o meno lo Scoutismo in forma clandestina. Montini dice che è meglio per tutti che si conservi lo spirito di questo movimento nella prospettiva futura che si possa ricostruire. L’inchiesta aperta dai fascisti, dopo la scoperta di alcune lettere, porta ad eventi tragici. Nell’ottobre 1942 gli squadristi fascisti tendono un agguato a Kelly (Giulio Uccellini) che stava andando in bicicletta ad una riunione delle aquile randagie. Per fortuna rimane in vita, anche se perde l’udito dell’orecchio destro e accusa parecchie fratture. I tempi si fanno più duri finché il 26 luglio 1943 arriva la voce della caduta del fascismo; in quel momento le aquile randagie erano riunite attorno all’altare per la messa del Campo Estivo, celebrata da Baden. La gioia è immensa e subito si pensa alla rinascita dell’ASCI, i cui capi erano sempre pronti per questo evento tanto atteso. L’arcivescovo Schuster incoraggia la rinascita dell’ASCI lombarda, per la quale tuttavia si profila una soluzione che non piace proprio: infatti la Direzione Centrale della Gioventù Maschile dell’Azione Cattolica vuole assorbire l’ASCI e renderla una sezione dell’AC. La reazione delle Aquile Randagie, che fino ad allora avevano lottato rischiando la vita per conservare lo spirito dello scoutismo in vista di una ricostruzione, fu drastica: o ricostituire lo Scoutismo Cattolico integralmente come era prima del 1927 e come era stato conservato dalle Aquile Randagie oppure non ricostruirlo affatto. Immediatamente ci si attiva per ottenere l’autonomia dell’ASCI. Baden e Kelly spiegano come lo spirito dello Scoutismo Cattolico è quello di prima del 1927 e non può essere modificato, poichè qualsiasi cambiamento toglierebbe al metodo scout la sua validità originaria. Inoltre lo sforzo sopportato dalle Aquile Randagie negli anni passati era troppo grande per essere reso vano con un provvedimento del genere; fino a quel momento si era lavorato per conservare lo spirito originario per applicarlo alla ricostruzione e tutto non poteva essere vanificato. In questo clima di tensioni e gioia allo stesso tempo, per la ricostruzione, precipitano tutte le aspettative con l’armistizio dell’8 settembre 1943, specialmente per l’ASCI lombarda. Sembrava che tutto si stava sistemando quando con l’armistizio dell’8 settembre il nord-italia rimane in mano ai fascisti e ai tedeschi. Le Aquile randagie, che stavano già discutendo sulla rinascita dell’ASCI lombarda, si trovano di nuovo in difficoltà, ma la situazione è diversa. Viene loro chiesta una collaborazione per l’espatrio in Svizzera di alcuni ex-prigionieri. In un primo momento si accetta pensando che si tratti di casi sporadici, ma in realtà il fenomeno è di grande portata. Vengono fatti passare prigionieri inglesi, americani, russi, perseguitati politici, retinenti di leva. è in questo modo che nasce l’OSCAR (Opera Scautistica Cattolica Aiuto Ricercati), approvata silenziosamente dall’Arcivescovo Schuster e aiutata da numerose persone del clero, da appartenenti a uffici della Questura e servizi investigativi fascisti e tedeschi. L’attività dell’OSCAR porta in salvo parecchie persone; si calcolano circa 2000 espatri clandestini, 500 preallarmi e 3000 documenti falsi. Infatti l’OSCAR si occupava di fabbricare documenti falsi intestati a nomi fittizi residenti in paesi già occupati dalle forze Alleate. I fuggiaschi venivano fatti alloggiare per breve tempo in conventi o case ecclesiastiche in attesa del momento opportuno per fargli attraversare il confine con la Svizzera nella zona di Varese. Foto ScoutLo stesso nome, OSCAR, ha aiutato molto la clandestinità del gruppo che così ha potuto agire senza destare troppi sospetti. Purtroppo però L’attività dell’O.S.C.A.R., la diffusione de ‘Il Ribelle’, la ‘Carità dell’Arcivescovo’ infastidiscono il potere delle SS e dei Fascisti che iniziano la caccia all’uomo che porta alle torture, agli arresti e alle esecuzioni; tenuto conto del modesto numero degli appartenenti all’OSCAR il tributo è alto: arresto di Don Enrico Bigatti e Don Giovanni Barbareschi, fucilazione di Carlo Bianchi a Fossoli, uccisione di Peppino Candiani di 19 anni al confine italo-svizzero durante un espatrio, morte di Teresio Olivelli nel campo di concentramento di Hersbruck, morte di Rolando Petrini a Gusen, morte di Franco Rovida a Mauthausen, fucilazione di Nino Verri, ordine di cattura per Baden con l’ordine di sparare a vista che, per errore, è ricercato col nome di Don Betti, ordine di cattura per Don Aurelio Giussani. Tuttavia questa organizzazione mise in chiaro una parte importante del metodo scout: “aiutare gli altri in ogni circostanza”, un punto che ognuno di noi conosce perché fa parte della nostra promessa. In questa esperienza lo scoutismo si inseriva attivamente nella vita civile, con lo spirito del servizio, sostenendo i più deboli e i bisognosi. E quando alla fine di tutto ci si riuniva per ricostituire l’ASCI, le Aquile Randagie si preoccupavano in modo particolare dell’ortodossia del metodo scout, che non era solo quello fatto “a tavolino”, ma anche quello di una quotidiana esperienza, come era stato dimostrato proprio da loro. In piena obbedienza allo spirito scout del trapasso nozioni le Aquile Randagie rendono la propria esperienza agli altri attraverso il Campo Scuola di Colico. Già, perché quello che hanno fatto le Aquile Randagie non può essere dimenticato: è l’applicazione del metodo scout alla vita civile, perfino in una situazione difficile come la guerra e la dittatura. Ma d’altra parte, come erano nati i primi scout, quando BP era assediato a Mafeking ? Intanto nell’agosto del ‘42 inizia lo scoutismo femminile cattolico: Giuliana di Carpegna e Josette Lupinacci pensano di offrire alle ragazze italiane l’idea scout. Nasce così il guidismo, senza nessun legame, allora, con la già iniziata esperienza dell’UNGEI, il ramo femminile del Corpo Nazionale. Il 26 dicembre dello stesso anno, nelle catacombe di Priscilla a Roma, ebbe luogo la promessa del primo gruppo di Guide. Nel 1944 mentre Pio XII° approva il Guidismo, l’ASCI e la GEI stipulano la convenzione per la formazione della Federazione Esploratori Italiani (F.E.I). Un anno dopo anche le due associazioni femminili stipulano una convenzione e nasce la F.I.G.E. (Federazione Italiana Guide Esploratrici). Nel ‘46 la FEI ottiene il riconoscimento ufficiale da parte del Bureau International, e due anni più tardi la FIGE diviene membro a pieno diritto dell’Associazione Mondiale delle Guide. Nel 1953 si costituisce il M.A.S.C.I. (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani). La contestazione giovanile del ‘68 mette in crisi tutte le strutture associative tradizionali, l’Asci e l’Agi, grazie alla capacità di sintetizzare tradizione e innovazione, aumentano gli iscritti. 1974: le due associazioni cattoliche (ASCI e AGI) si fondono: nasce l’A.G.E.S.C.I. (Associazione Guide E Scout Cattolici Italiani ). Foto ScoutNel 1975 5.000 rovers e scolte si incontrano nel parco della Mandria (TO). Lo slogan “Costruiamo il nostro tempo” è la verifica dell’impegno dei giovani a crescere nella dimensione sociale ed ecclesiale. Dopo 2 anni dalla storica unione anche il GEI opera una fusione con l’UNGEI, facendo nascere il CNGEI (Corpo Nazionale Giovani Esploraori Italiani), mentre i Capi più tradizionalisti e legati al vero scoutismo di B.P. si staccano e firmano a Roma la nascita dell’Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici, aderendo al grande progetto della Federazione dello Scoutismo Europeo (FSE). Nel 1979 si incontrano a Bedonia nell’alta valle del Taro i capi dell’Agesci, più 5.000 adulti; si tratta di verificare il ruolo della Comunità Capi (coloro che hanno il compito di definire il progetto educativo). Nel 1983 viene organizzato il primo campo nazionale per esploratori e guide: 12.000 fra ragazzi e ragazze dai 12 ai 16 anni realizzano una grande impresa comune. Autonomia delle squadriglie e competenza sono gli obiettivi da raggiungere, e insieme la verifica della coeducazione per quest’arco di età. è un grande successo. Nel 1986 si svolge ai Piani di Pezza nell’appennino abruzzese la Route nazionale dei rovers e delle scolte, 12.000 ragazze e ragazzi dai 16 ai 21 anni approfondiscono insieme le scelte individuali necessarie ad agire in un mondo in cambiamento. Lo slogan è “Le scelte per un mondo che cambia”. Giovanni Paolo II interviene ai Piani di Pezza: “Vi saluto per ciò che siete e che rappresentate: una parte, una parte molto preziosa della chiesa italiana”.

Questo è il messaggio che B.P. ha scritto è che per suo volere è stato pubblicato solo dopo la sua morte.
Egli dice:
“Cari Scouts, se avete visto la commedia Peter Pan vi ricorderete che il capo dei pirati ripeteva ad ogni occasione il suo ultimo discorso, per paura di non avere il tempo di farlo quando fosse giunto per lui il momento di morire davvero. Succede press’a poco lo stesso anche a me, e per quanto non sia ancora in punto di morte quel momento verrà, un giorno o l’altro; così desidero mandarvi un ultimo saluto, prima che ci separiamo per sempre. Ricordate che sono le ultime parole che udrete da me: meditatele. Io ho trascorso una vita felicissima e desidero che ciascuno di voi abbia una vita altrettanto felice. Credo che il Signore ci abbia messo in questo mondo meraviglioso per essere felici e godere la vita. La felicità non dipende dalle ricchezze né dal successo nella carriera, né dal cedere alle nostre voglie. Un passo verso la felicità lo farete conquistandovi salute e robustezza finché siete ragazzi, per poter essere utili e godere la vita pienamente, una volta fatti uomini. Lo studio della natura vi mostrerà di quante cose belle e meraviglioso Dio ha riempito il mondo per la vostra felicità. Contentatevi di quello che avete e cercate di trarne tutto il profitto che potete. Guardate al lato bello delle cose e non al lato brutto.
Ma il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri. Cercate di lasciare questo mondo un pò migliore di quanto non l’avete trovato e, quando suonerà la vostra ora di morire, potrete morire felici nella coscienza di non aver sprecato il vostro tempo, ma di avere fatto del vostro meglio. “Siate preparati” così, a vivere felici e a morire felici: mantenete la vostra promessa di Esploratori, anche quando non sarete più ragazzi, e Dio vi aiuti in questo.”

Baden Powell “tornò alla casa del Padre” a 83 anni, dopo aver dedicato tutto il resto della sua vita allo scautismo e, attraverso di esso, allo sviluppo della fraternità fra i ragazzi di tutto il mondo. Ci sono stati certamente tanti altri esempi di uomini giunti a un grande successo personale, ma la vita di Baden Powell ha avuto qualcosa di speciale, forse unico. Coloro che lo hanno conosciuto hanno sempre ricordato la sua allegria, la sua bontà d’animo, la sua capacità di mettere chinque a suo agio. Una grande capacità di osservazione, una memoria eccellente e una piacevole capacità di disegnare facendo sì che egli avesse sempre una storia appassionante da ricordare o un’avventura personale da narrare, con quella punta di humor tipicamente inglese. Basta leggere qualcuno dei suoi libri per scoprire ricordi, episodi a volte seri a volte comici, ma sempre molto pittoreschi.
Foto Scout 3 Per mezzo dello Scautismo Baden Powell sperava anche di riuscire a diffondere l’ideale della pace e dell’amore non solo fra i ragazzi, ma fra tutti gli uomini. Purtroppo le due Guerre mondiali e i rivolgimenti che vi furono in quegli anni non permisero l’attuazione del suo sogno, che anche al giorno d’oggi sembra lontano da una piena realizzazione.
Anche se lo Scautismo non è riuscito a cambiare molto il mondo, esso ha certamente influito positivamente sulla vita di un grandissimo numero di persone su questa terra, le quali, senza lo Scautismo, sarebbero certamente molto differenti da come sono.