Casal de’ Pazzi

Il nostro quartiere “confina”:
-a nord, con il quartiere Talenti-Nomentana
-ad est, con via de Podere Rosa (direzione G.R.A.)
-ad ovest, con Monte Sacro (Nomentana, direzione centro)
-a sud, con Via Tiburtina (direzioni: Settecamini-Tivoli)

Arteria Stradale
Il quartiere Casal de’ Pazzi è compreso tra due importanti arterie stradali: la Via Tiburtina e la Via Nomentana. Le vie principali comprese nel nostro territorio sono: Viale E. Kant che unisce, insieme a Via E. Galbani e a Via Casal de’ Pazzi, la Nomentana alla Tiburtina; Via Giovanni Zanardini; Viale C. Marx che attraversa la parte più “chiusa” del quartiere, ma ricca di negozi; Via Casal de’ Pazzi che una volta arrivava fino alla Nomentana e che è stata tagliata in due da Viale Kant rimanendo Via Casal de’ Pazzi all’altezza di Via Palombini e diventando Via Giovanni Zanardini, fino alla Nomentana. Le Vie minori ma significative perché più interne nel quartiere sono: Via Bartolo Longo, che lambisce il carcere di Rebibbia; Via Palombini; Via Michelangelo Tilli.

Tipologia dei Palazzi
Il nostro quartiere è composto da una serie di edifici eterogenei tra loro: ci sono palazzine “popolari”, grigie e colorate, che ammassano in pochissimo spazio tante famiglie; palazzi di costruzione recente, con un’età non superiore ai 20 anni, a cortina e non; un complesso residenziale compreso tra Via Galbani e Viale Kant; una serie di edifici di vecchia costruzione che rappresentano il quartiere quando è nato. Diciamo che la zona di recente costruzione è quella a ridosso della Via Nomentana, mentre la parte più antica è a ridosso della Via Tiburtina. Altre caratteristiche degli edifici: le palazzine nuove sono di 5/6 piani al massimo; le case “popolari” possono anche essere di 7/8 piani. Una piccola curiosità: nel nostro quartiere c’è un palazzo che viene chiamato “Colosseo” o “Palazzo a Banana” e si trova tra Viale Marx e Via Leibniz.

Zone verdi del quartiere
Il verde è molto presente nel nostro quartiere sia come parchi che come vegetazione presente nelle strade. Il territorio comprende 3 parchi: il Petroselli, costituito per lo più da Pini; il parco di Aguzzano, un po’ più spoglio ma più esteso ed al centro del quartiere; il parco dell’Aniene che si estende lungo il corso del fiume. Ci sono poi altre zone di verde, dei giardinetti pubblici di recente costruzione, soprattutto nella parte più vicina alla Via Tiburtina. Lo stato di pulizia di queste zone verdi è buona salvo alcuni casi, ad esempio nella parte alta del parco di Aguzzano vicino Via Casal de’ Pazzi, dove si possono trovare sacchetti dei rifiuti e siringhe abbandonate.

Nascita e sviluppo
Sulla carta (ovvero come progetto inserito in un Piano di Zona edilizio del Comune di Roma) il quartiere “Casal dei Pazzi -Nomentano” nasce nei primi anni ‘60: l’epoca d’oro dello sviluppo urbano delle periferie della nostra città. I lavori di costruzione degli edifici per uso abitativo e della prima rete viaria iniziano con il nuovo decennio e nel 1975 il primo nucleo abitativo è pronto per essere consegnato alle famiglie (poco più di un centinaio, inizialmente) dei comprensori “A.C.L.I.” di via M.Tilli e via B. Maranta – i nomi delle vie verranno assegnate dopo un pò di tempo – e nell’arco del biennio ‘75-’76 il quartiere lentamente si anima. Per il quinquennio 1976-1980 la fisionomia del “quartiere” rimase più o meno la stessa: pochi edifici circondati da tanto verde pur “selvaggio”- e tanti disagi pratici stemperati però dal clima di “isola felice” e da uno “spirito di squadra” che regnavano allora tra i residenti, si ignorava da parte dei non addetti ai lavori che di lì a poco si sarebbe dato inizio al “grosso” delle costruzioni. La via di Casal de’ Pazzi non aveva nulla da invidiare ad un percorso da rally, c’erano pochissimi negozi, una scuola provvisoria frutto dell’occupazione di agguerrite mamme e una parrocchia collocata dapprima in una “baracca”, poi “itinerante” poi in alcuni locali dietro l’edificio di Via M. Tilli; circolavano ancora gli autobus verdi “vecchio stampo”, e il numero “311″ cominciò ad essere sinomino di “ritardo prolungato”. Questi cinque anni sono anche il periodo del primo insediamento degli abitanti del quartiere, e possono essere definiti come la “fase pioneristica”, in quanto veri e propri pionieri furono i nuclei familiari che, provenendo da varie zone di Roma e del Lazio, misero piede nelle loro nuove case e si imbatterono subito nei mille problemi e disagi pratici di convivenza, oltre che in varie situazioni degne di un corso di sopravvivenza. Difficoltà a parte il quartiere, nel 1981 cominciò la sua lunga marcia edilizia che ampliò nei 5 anni successivi l’area edificata fino alla conformazione attuale. Furono costruiti nei primi anni ‘80 il viale che ci collega al quartiere Talenti (poi Viale Kant), gran parte dei palazzi di V.le Marx, via Spinoza e tutti quelli delle vie interne della zona che si estende fino a lambire Via del Podere Rosa e il Parco di Aguzzano. Ci fu un incremento massiccio del numero degli abitanti, aumentarono parallelamente servizi e disservizi,e nel 1983 il quartiere così ingrandito ebbe anche una nuova chiesa – stavolta sede definitiva in grado di acco-gliere i fedeli in gran numero. Guardando la pianta del quartiere si coglierà subito la crescita edilizia e della rete viaria del quartiere: l’area sulla quale esso si estendeva nel periodo 1975-80 è più che triplicata, con l’espansione anche verso la Nomentana dei comprensori di via Bucco/Spegazzini e del più recente Colle degli Ulivi 2, mentre gli abitanti sono passati dall’ordine delle migliaia a quello delle decine di migliaia.
Il fatto che lo sviluppo del quartiere non sia avvenuto in maniera uniforme nel tempo, cioè che una parte di esso sia stata costruita ed abitata circa un decennio prima delle sue parti più recenti, ha dato origine a non pochi problemi e ad inevitabili differenze che, ancor prima che tra gli abitanti, sono differenze tra le parti materiali stesse del quartiere; a rimarcare poi questo fatto è che Viale Kant lo “taglia” in due parti in modo troppo netto. Troviamo così spostandoci di poche centinaia di metri, delle “facce” dello stesso quartiere molto diverse tra loro, spesso in vera e propria antitesi architettonica, che si riflette poi sulla maggiore o minore vivibilità o vitalità di una parte del quartiere rispetto ad un’altra.

La Festa del Quartiere ricorre l’ultima settimana di Settembre, durante la quale vengono programmati avvenimenti sportivi e culturali.

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